Sono un artigiano panificatore e desidero acquistare del lievito. A chi posso rivolgermi?
Innanzi tutto, la ringraziamo per aver scelto i prodotti Lesaffre.
Per qualunque esigenza, la preghiamo di cliccare alla voce Info & Notizie – Contatti e di inviarci una mail.
Sarà ricontattato al più presto dal servizio competente.
Sono un privato e desidero acquistare il vostro lievito. Posso contattarvi direttamente?
La ringraziamo per la preferenza accordataci. Potrà trovare il lievito Lesaffre presso i supermercati e gli ipermercati di tutta Italia.
Il nostro lievito è proposto con il marchio Lievital sotto forma di cubetto da 25g o da 2x25g oppure in forma liquida, in una comoda bustina
monodose già pronta all’uso che contiene 38 ml (l’equivalente di un cubetto da 25g). Il nostro lievito è inoltre proposto con il marchio
Hirondelle sotto forma di cubetto da 2x25g.
Ci contatti invece per eventuali suggerimenti e giudizi sulla qualità dei nostri prodotti, la nostra azienda sarà a sua disposizione per
qualunque approfondimento.
Posso congelare il mio lievito fresco?
Alla luce dei dati bibliografici raccolti dal servizio centrale, un tempo ragionevole di conservazione in congelatore potrebbe essere di tre
mesi dalla data di acquisto purché il prodotto venga congelato con ampio margine di anticipo rispetto alla scadenza. Dopo questo periodo il
lievito si deteriora e inizia a perdere la forza fermentativa. Una volta decongelato è consigliato il consumo entro le 48h conservandolo a 4°C.
Sono intollerante al glutine. Posso usare il lievito fresco ?
Il lievito non contiene glutine.
Tuttavia consigliamo di verificare sempre tutti gli ingredienti delle vostre ricette, in particolare se tra di essi vi è la farina.
Esistono alcune farine senza glutine, tipo quella di mais, che possono essere utilizzate per la preparazione del pane.
Qual è la differenza tra il lievito fresco per panificazione e la polvere lievitante detta « lievito chimico »?
Il lievito fresco è un prodotto vivo. Le sue cellule hanno la caratteristica di trasformare gli zuccheri presenti nella farina in anidride carbonica con
conseguente lievitazione della pasta.
Le polveri lievitanti sono sostanze chimiche, a base in genere di bicarbonato di sodio o ammonio e sali minerali, che agiscono direttamente in cottura:
a temperature elevate si decompongono, liberando anidride carbonica nella pasta. I pani che prevedono l’utilizzo di questi composti sono pochi, si tratta
prevalentemente di qualche specialità regionale come ad esempio la piadina romagnola.
Qual è la differenza tra il lievito fresco per la panificazione e il lievito di birra?
Il lievito di birra è costituito da colonie di “Saccharomyces cerevisiae", funghi microscopici unicellulari presenti in natura e capaci di
moltiplicarsi rapidamente. Si ottiene attraverso un processo di fermentazione nel quale viene utilizzato come nutrimento un substrato zuccherino
composto da melasso di barbabietola.
Si chiama di birra perché nell’800 Pasteur scoprì che il lievito era anche responsabile della fermentazione del vino e della birra.
Il lievito di birra ha un notevole valore nutritivo in quanto è ricco di proteine, aminoacidi essenziali, minerali e costituisce la più completa fonte di
vitamine del gruppo B, rapidamente assimilabili e molto utili al nostro organismo.
Quel è la differenza tra il lievito fresco e secco?
Il lievito fresco contiene acqua. Si presenta sotto forma di un cubetto, molto friabile, dal colore bianco e dal classico profumo di “lievito”.
Si scioglie facilmente e si conserva ad una temperatura compresa tra gli 0° e i 10° per circa 40 giorni.
Il lievito secco è un lievito fresco disidratato che si conserva per 2 anni.
Come devo utilizzare il lievito nell’impasto?
A mano:
Dosare la quantità di lievito a seconda della ricetta (in genere 25 gr di lievito per 500 gr di farina)
Sciogliere il lievito in acqua tiepida e aggiungerlo alla farina.
Cominciare ad impastare a mano prima e con il mattarello poi. Spianate la pasta e fatene un rettangolo di 50 cm circa di lunghezza e 15 di larghezza.
Ripiegate i bordi verso il centro e ripetete l’operazione per una decina di volte.
Al mixer:
Dosare la quantità di lievito a seconda della ricetta.
Aggiungere direttamente il lievito alla farina.
Impastare per 3 minuti circa a basa velocità e quindi 5 minuti a velocità elevata fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Nella macchina del pane:
Dosare la quantità di lievito a seconda della ricetta (in genere 25 gr di lievito per 500 gr di farina).
Sciogliere il lievito in acqua tiepida e versare il composto ottenuto nella farina.
Cominciare ad impastare a mano prima e con il mattarello poi. Spianate la pasta e fatene un rettangolo di 50 cm circa di lunghezza e 15 di larghezza.
Ripiegate i bordi verso il centro e ripetete l’operazione per una decina di volte.
Per l’impasto, scegliere il programma desiderato.
A quando risale la scoperta del lievito?
Scienziati e archeologi non sono affatto in grado di fissare il momento in cui fu scoperto il lievito naturale. Forse la scoperta fu del tutto casuale:
un impasto di farina e acqua, dimenticato per qualche tempo in angolo caldo e buio, che fermentò, gonfiandosi e acquisendo un sapore acido.
Nonostante queste visibili trasformazioni, fu ugualmente messo a cuocere e quel che ne risultò fu un pane più soffice, leggero e appetibile.
Gli egizi furono i primi a perfezionare la fabbricazione del pane attraverso la lievitazione, portandolo a livelli artigianali con la definizione della
figura professionale del fornaio. Nel corso della civiltà ellenica l’arte della panificazione compì notevoli progressi, ma sono stati però i Romani
a dare alla lavorazione del pane un valore artigianale con l'uso di farine bianche e più dolci. A Roma i forni pubblici nacquero nel 168 a.C. e ai tempi
di Augusto se ne contavano circa 400.
Il fenomeno, a quei tempi misterioso, della lievitazione, fu utilizzato per la produzione del pane e per millenni gli uomini utilizzarono una piccola porzione
di impasto per produrre la lievitazione degli impasti successivi.
L’invenzione del microscopio permise al chimico francese Luis Pasteur, tra il 1857 e il 1846, di dimostrare che questo fenomeno era causato dal lievito,
un microscopico organismo capace di trasformare gli zuccheri in anidride carbonica ed alcol. Pasteur scoprì che il lievito era anche responsabile della fermentazione del vino e della birra, da qui il termine ancor oggi in uso, lievito di birra.
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Potrete consultare le ricette direttamente on line http://www.lesaffreitalia.it/ricette.htm e scaricarle, cliccando sull’icona PDF, per riporre il
ricettario nella vostra cucina.
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Piazzale Zuccherificio, San. Quirico 2- 43010 Trecasali PR) Grazie a tutti per la collaborazione!!
Posso contattarvi nel caso di dubbi sulle vostre ricette?
Certamente. Un nostro tecnico/esperto panificatore è a vostra disposizione per rispondere ad eventuali dubbi o chiarimenti.
Se siete interessati ad una particolare ricetta che al momento non trovate nel nostro ricettario non esitate a contattarci, sarà per noi
un piacere metterla a punto per voi. Il nostro ricettario è in continuo aggiornamento per fornirvi ricette esclusive, sempre nuove e gustose.
Perchè Lesaffre Italia S.p.A. è considerata un'azienda ecosostenibile?
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Noi e la celiachia: perchè? Cosa significa che collaborate con l'AIC?
Come sapete l'AIC, è l'Associazione Italiana Celiachia che assiste e studia i problemi dei celiaci, sensibilizzando le strutture politiche,
amministrative e sanitarie.
Tutti i nostri lieviti sono idonei all'alimentazione dei celiaci in quanto classificati come alimenti permessi (smile verde secondo la classificazione AIC);
in più sul prontuario potete trovare il lievito liquido con i nostri marchi LIEVITAL e KASTALIA, garantiti anch'essi pur contenendo un ingrediente
in più, la gomma di xanthano.